Altri deficit congeniti dei fattori dela coagulazione

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Alterazioni DEL FIBRINOGENO

I difetti di FI o fibrinogeno sono un insieme di rari disordini ereditari della coagulazione causati da una carenza dello stesso o da un suo alterato funzionamento. Sono caratterizzati da quadri sintomatologici vari, che comprendono manifestazioni emorragiche ma anche trombotiche. Vengono distinte varie forme. L’afibrinogenemia, in cui si ha l’assenza completa della proteina con quadri emorragici gravi per cui è necessario eseguire terapia con concentrati di fibrinogeno, o in mancanza di tali prodotti, con plasma fresco congelato. In tale patologia si possono presentare anche dei fenomeni trombotici gravi. L’ipofibrinogenemia, caratterizzata da un deficit parziale del fibrinogeno con manifestazioni cliniche variabili e solitamente lievi. La disfibrinogenemia in cui vi è un aumento della quantità di fibrinogeno e riduzione della sua attività coagulante; le manifestazioni cliniche sono estremamente variabili e vanno dalla mancanza di sintomi, a problemi emorragici o trombotici.

DEFICIT DEL FATTORE II

Il deficit di FII o protrombina è uno dei più rari disordini coagulativi ereditari. Agli esami della coagulazione si evidenzia un allungamento consensuale di PT e aPTT. La diagnosi definitiva si basa sul dosaggio del FII e la terapia consiste nell’uso di concentrati del complesso protrombinico. Si può presentare con sintomi emorragici gravi.

DEFICIT DEL FATTORE V

La carenza di fattore V è un disordine emorragico ereditario la cui diagnosi si basa sull’allungamento consensuale di PT e aPTT e sul dosaggio del FV. I sintomi più comuni sono rappresentati da epistassi, ecchimosi, menorragia, sanguinamenti gastro intestinali e dopo interventi chirurgici. La terapia si basa sull’infusione di plasma fresco congelato.

DEFICIT DEL FATTORE VII

La carenza di FVII è il più comune tra i difetti rari della coagulazione, con manifestazioni cliniche molto variabili, che comprendono sia sanguinamenti mucosi (epistassi, menometrorragia nella donna ecc.) che sanguinamenti a tipo emartri, ematomi profondi ed anche emorragia cerebrale se il deficit di FVII è grave. Il trattamento consiste nella terapia sostitutiva per via endovenosa di concentrati plasma-derivati o ricombinanti di FVII. In mancanza di tali prodotti può essere utilizzato il plasma fresco congelato.

DEFICIT DEL FATTORE X

La carenza del FX si manifesta in maniera diversa a seconda che si tratti di un difetto di quantitativo o qualitativo. I sintomi emorragici possono essere gravi. Allo screening coagulativo di base si evidenzia un allungamento sia del PT che dell’aPTT; la diagnosi viene posta poi mediante dosaggio del fattore X la cui completa assenza è di fatto incompatibile con la vita. La terapia si basa sull’uso di concentrati del complesso protrombinico.

DEFICIT DEL FATTORE XI

La carenza del FXI o emofilia C, è una coagulopatia in cui la sintomatologia emorragica molto spesso non dipende dai livelli circolanti del FXI. Infatti, ci possono essere pazienti con un deficit grave che sono asintomatici, e pazienti con un deficit lieve che presentano sintomi emorragici. Raramente i sanguinamenti si presentano in maniera spontanea, verificandosi perlopiù in seguito a traumi o interventi chirurgici. La terapia si basa sull’uso di plasma fresco congelato o del concentrato specifico di FXI; possono essere utilizzati anche antifibrinolitici in caso di flussi mestruali abbondanti e lunghi (menorragia) o interventi minori.

DEFICIT DEL FATTORE XIII

La carenza del FXIII è un disordine congenito molto raro. La sintomatologia emorragica è spesso precoce e si può presentare nel neonato alla caduta del cordone ombelicale. In un 25-35% dei pazienti si verifica emorragia cerebrale, mentre le donne possono manifestare fenomeni di poliabortività. La diagnosi viene posta mediante dosaggio del FXIII. Il PT e l’aPTT sono normali. La terapia si basa sulla somministrazione del concentrato plasmaderivato o ricombinante del FXIII. Grazie alla lunga emivita del FXIII, è mandatorio, subito dopo la diagnosi di una carenza grave, iniziare una profilassi, con somministrazione del concentrato circa una volta al mese.

DEFICIT COMBINATO DI FATTORE V E FATTORE VIII

I sintomi che caratterizzano questa coagulopatia combinata sono generalmente lievi e associati a un trauma o ad un intervento chirurgico. La terapia si basa sul trattamento combinato di plasma fresco congelato e il concentrato di FVIII o somministrazione di desmopressina. I pazienti vengono trattati solitamente al bisogno o in profilassi di interventi chirurgici/manovre invasive.

Carenza congenita combinata dei fattori Vitamina K dipendenti (VKCFD)

È un raro difetto congenito, a trasmissione autosomica recessiva, causato da mutazioni nei geni che producono due proteine necessarie per una funzione coagulativa corretta ed efficace.  Tale difetto consiste nella carenza combinata di FII, FVII, FIX, FX, così come di alcuni inibitori fisiologici della coagulazione quali la proteina (P)C, la PS. I sintomi emorragici variano in accordo con i livelli delle proteine procoagulanti, in relazione alla disponibilità della vitamina K. I pazienti affetti da tale patologia, presentano anche una serie di altri sintomi correlati al difetto di altre proteine, con anomalie dello sviluppo e dello scheletro. I pazienti presentano un incremento variabile del PT e dell’aPTT a seconda dei livelli circolanti di FII, FVII, FIX, FX.

Che cosa è

I “deficit congeniti rari” della coagulazione sono delle coagulopatie estremamente rare e sono generalmente trasmessi con modalità autosomica recessiva. Nonostante siano considerati come gruppo di patologie, si differenziano notevolmente per i sintomi, presentazione e diagnosi di laboratorio. Includono: i difetti del fibrinogeno o fattore (FI), il deficit del fattore (F) II, del FV, del FVII, del FX, del FXI, del FXIII, il deficit combinato di FV + FVIII e il deficit congenito multiplo dei fattori vitamina K dipendenti

Codice esenzione

RDG020

A chi rivolgersi

Centro di Riferimento e Coordinamento Regionale per le Malattie Emorragiche (bambini e adulti) – Ematologia, Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione, Università Sapienza, AOU Policlinico Umberto I, Via Benevento 27a, 1° piano.

Referenti: Dott.ssa Cristina Santoro, Dott.ssa Erminia Baldacci, Dott. Antonio Chistolini

Per prenotare una prima visita per adulti e bambini scrivere a:

gruppogz@gmail.com

Per saperne di più

Associazione Italiana Centri Emofilia (AICE)  https://aiceonline.org/

Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) https://fedemo.it/

Fondazione Paracelso (associazione pazienti) https://www.fondazioneparacelso.it/

Associazione Emofilici Lazio (AEL) https://www.aelonlus.it/